Santa Messa prefestiva Sabato 20 Dicembre 2025 alle ore 18 nella chiesa di San Matteo.
Sante Messe festive Domenica 21 Dicembre 2025 alle ore 10,30 nella chiesa di San Matteo e alle ore 11 nelle chiese di San Donato e Santa Maria di Castello.
PREGHIERA
Infondi nel nostro spirito la tua grazia, o Padre, tu, che nell’annunzio dell’angelo ci hai rivelato l’incarnazione del tuo Figlio, per la sua passione e la sua croce guidaci alla gloria della risurrezione.
PRIMA LETTURA
Ambientazione:
Il re di Giuda è Acaz ed è in pericolo perché il re di Aram e di Israele vogliono eliminarlo.
Acaz invece di chiedere aiuto a Dio fa immolare agli idoli suo figlio e cerca alleanze in Assiria.
Il profeta propone al re di chiede a Dio un segno della sua presenza, ma Acaz non dimostra fede in Dio.
La lettura ci presenta la risposta di Dio: Egli rimane fedele a Davide, malgrado l’infedeltà del re, e sarà Dio stesso a dare un erede a Davide.
Dal libro del profeta Isaia
In quei giorni, il Signore parlò ad Acaz: «Chiedi per te un segno dal Signore, tuo Dio, dal profondo degli inferi oppure dall’alto».
Ma Àcaz rispose: «Non lo chiederò, non voglio tentare il Signore».
Allora Isaìa disse: «Ascoltate, casa di Davide! Non vi basta stancare gli uomini, perché ora vogliate stancare anche il mio Dio? Pertanto il Signore stesso vi darà un segno. Ecco: la vergine concepirà e partorirà un figlio, che chiamerà Emmanuele».
Salmo Responsoriale
Ecco, viene il Signore, re della gloria.
Del Signore è la terra e quanto contiene:
il mondo, con i suoi abitanti.
È lui che l’ha fondato sui mari
e sui fiumi l’ha stabilito.
Chi potrà salire il monte del Signore?
Chi potrà stare nel suo luogo santo?
Chi ha mani innocenti e cuore puro,
chi non si rivolge agli idoli.
Egli otterrà benedizione dal Signore,
giustizia da Dio sua salvezza.
Ecco la generazione che lo cerca,
che cerca il tuo volto, Dio di Giacobbe.
SECONDA LETTURA
La lettura ci presenta il saluto di San Paolo ai cristiani di Roma con il quale inizia la sua lettera.
Si presenta come mandato ad annunciare il vangelo di Gesù
che è il figlio di Dio annunciato dalle scritture
come uomo nato dalla stirpe di Davide
come Dio risorto con la potenza dello Spirito.
Il compito di Paolo è quello di ottenere l’obbedienza della fede da parte di tutte le genti.
Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani
Paolo, servo di Cristo Gesù, apostolo per chiamata, scelto per annunciare il vangelo di Dio – che egli aveva promesso per mezzo dei suoi profeti nelle sacre Scritture e che riguarda il Figlio suo, nato dal seme di Davide secondo la carne, costituito Figlio di Dio con potenza, secondo lo Spirito di santità, in virtù della risurrezione dei morti, Gesù Cristo nostro Signore; per mezzo di lui abbiamo ricevuto la grazia di essere apostoli, per suscitare l’obbedienza della fede in tutte le genti, a gloria del suo nome, e tra queste siete anche voi, chiamati da Gesù Cristo –, a tutti quelli che sono a Roma, amati da Dio e santi per chiamata, grazia a voi e pace da Dio, Padre nostro, e dal Signore Gesù Cristo!
VANGELO
L’evangelista Matteo con questo brano vuole dimostrare che Gesù è nella linea delle promesse fate a Davide.
Anche se fisicamente Maria è incinta per opera dello Spirito Santo, Giuseppe dà il nome, cioè lo riconosce come suo figlio e quindi gli trasmette tutti i diritti di un discendente di Davide.
Giuseppe è dichiarato “giusto”, cioè che cerca in ogni cosa il compimento della volontà di Dio, questo lo fa partecipare all’azione salvatrice di Dio che vuole avere bisogno della collaborazione umana.
Dal vangelo secondo Matteo
Così fu generato Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe suo sposo, poiché era uomo giusto e non voleva accusarla pubblicamente, pensò di ripudiarla in segreto.
Però, mentre stava considerando queste cose, ecco, gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo; ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati».
Tutto questo è avvenuto perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: «Ecco, la vergine concepirà e darà alla luce un figlio: a lui sarà dato il nome di Emmanuele», che significa “Dio con noi”.
Quando si destò dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’angelo del Signore e prese con sé la sua sposa.
OMELIA
Maria e Giuseppe ci aiutano a scoprire l’atteggiamento che bisogna avere per accogliere Gesù:
Giuseppe si trova davanti ad un dilemma: come comportarsi con Maria?
Potrebbe osservare la legge = denunciarla, darla in pasto all’opinione pubblica, infangare il nome e il suo onore
Ma è “giusto” = non giudica e non condanna.
Cerca di guardare il cuore di Maria: non capisce, si ferma davanti alla persona, non infanga, al massimo allontana in silenzio, non con disprezzo ma con molto amore.
A questa atteggiamento “giusto”, del cuore, corrisponde da parte di Dio la luce necessaria per comprendere ciò che sta accadendo in Maria.
Per scoprire veramente Gesù nel nostro cuore occorre scoprire il prossimo come persona, come fratello che va rispettato, non giudicato e non condannato.
Quando cerchiamo di accogliere così il prossimo facciamo veramente posto nel nostro cuore per accogliere Gesù, riscoprirlo presente nel nostro cuore, riusciamo a vedere quella luce immensa che è nel profondo del nostro cuore e che tanto spesso nascondiamo con il nostro egoismo e la nostra cattiveria.
