Santa Messa prefestiva Sabato 15 Luglio 2023 nella chiesa di San Matteo alle ore 18.
Santa Messa festiva Domenica 16 Luglio 2023 alle ore 11 nella chiesa di San Donato.
PREGHIERA
O Dio, che mostri agli erranti la luce della tua verità, perché possano tornare sulla retta via, concedi a tutti coloro che si professano cristiani di respingere ciò che è contrario a questo nome e di seguire ciò che gli è conforme.
PRIMA LETTURA
E’ uno dei brani più suggestivi e poetici di Isaia.
Ma è anche uno dei brani più consolanti dal quale traspare tutto l’amore che Dio ha per noi perché la sua parola è sempre parola creatrice, mai parola vana.
Dal libro del profeta Isaia
Così dice il Signore:
«Come la pioggia e la neve scendono dal cielo
e non vi ritornano senza avere irrigato la terra,
senza averla fecondata e fatta germogliare,
perché dia il seme a chi semina
e il pane a chi mangia,
così sarà della mia parola uscita dalla mia bocca:
non ritornerà a me senza effetto,
senza aver operato ciò che desidero
e senza aver compiuto ciò per cui l’ho mandata».
Salmo Responsoriale
Tu visiti la terra, Signore, e benedici i suoi germogli.
Tu visiti la terra e la disseti,
la ricolmi di ricchezze.
Il fiume di Dio è gonfio di acque;
tu prepari il frumento per gli uomini.
Così prepari la terra:
ne irrìghi i solchi, ne spiani le zolle,
la bagni con le piogge e benedici i suoi germogli.
Coroni l’anno con i tuoi benefici,
i tuoi solchi stillano abbondanza.
Stillano i pascoli del deserto
e le colline si cingono di esultanza.
I prati si coprono di greggi,
le valli si ammantano di messi:
gridano e cantano di gioia!
SECONDA LETTURA
In questo brano San Paolo ci ricorda che tutta la creazione è unita nella salvezza che Dio ha operato per mezzo di Gesù.
I cristiani hanno il compito di annunciare e testimoniare con l’amore questa unione e anche il cammino della storia verso la piena realizzazione del progetto di Dio.
Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani
Fratelli, ritengo che le sofferenze del tempo presente non siano paragonabili alla gloria futura che sarà rivelata in noi. L’ardente aspettativa della creazione, infatti, è protesa verso la rivelazione dei figli di Dio.
La creazione infatti è stata sottoposta alla caducità – non per sua volontà, ma per volontà di colui che l’ha sottoposta – nella speranza che anche la stessa creazione sarà liberata dalla schiavitù della corruzione per entrare nella libertà della gloria dei figli di Dio.
Sappiamo infatti che tutta insieme la creazione geme e soffre le doglie del parto fino ad oggi. Non solo, ma anche noi, che possediamo le primizie dello Spirito, gemiamo interiormente aspettando l’adozione a figli, la redenzione del nostro corpo.
VANGELO
Gesù parla in parabole perché aderire al Lui deve essere una scelta libera e responsabile. Le parabole aiutano a capire il messaggio del Vangelo che è l’annuncio della salvezza per tutta l’umanità. Chi crede diventa cosciente di ciò e testimone con la sua vita di quello che tutti hanno ricevuto da Dio.
Dal vangelo secondo Matteo
Quel giorno Gesù uscì di casa e sedette in riva al mare. Si radunò attorno a lui tanta folla che egli salì su una barca e si mise a sedere, mentre tutta la folla stava sulla spiaggia.
Egli parlò loro di molte cose con parabole. E disse: «Ecco, il seminatore uscì a seminare. Mentre seminava, una parte cadde lungo la strada; vennero gli uccelli e la mangiarono. Un’altra parte cadde sul terreno sassoso, dove non c’era molta terra; germogliò subito, perché il terreno non era profondo, ma quando spuntò il sole fu bruciata e, non avendo radici, seccò. Un’altra parte cadde sui rovi, e i rovi crebbero e la soffocarono. Un’altra parte cadde sul terreno buono e diede frutto: il cento, il sessanta, il trenta per uno. Chi ha orecchi, ascolti».
Gli si avvicinarono allora i discepoli e gli dissero: «Perché a loro parli con parabole?». Egli rispose loro: «Perché a voi è dato conoscere i misteri del regno dei cieli, ma a loro non è dato. Infatti a colui che ha, verrà dato e sarà nell’abbondanza; ma a colui che non ha, sarà tolto anche quello che ha. Per questo a loro parlo con parabole: perché guardando non vedono, udendo non ascoltano e non comprendono.
Così si compie per loro la profezia di Isaìa che dice:
“Udrete, sì, ma non comprenderete,
guarderete, sì, ma non vedrete.
Perché il cuore di questo popolo è diventato insensibile,
sono diventati duri di orecchi
e hanno chiuso gli occhi,
perché non vedano con gli occhi,
non ascoltino con gli orecchi
e non comprendano con il cuore
e non si convertano e io li guarisca!”.
Beati invece i vostri occhi perché vedono e i vostri orecchi perché ascoltano. In verità io vi dico: molti profeti e molti giusti hanno desiderato vedere ciò che voi guardate, ma non lo videro, e ascoltare ciò che voi ascoltate, ma non lo ascoltarono!
Voi dunque ascoltate la parabola del seminatore. Ogni volta che uno ascolta la parola del Regno e non la comprende, viene il Maligno e ruba ciò che è stato seminato nel suo cuore: questo è il seme seminato lungo la strada. Quello che è stato seminato sul terreno sassoso è colui che ascolta la Parola e l’accoglie subito con gioia, ma non ha in sé radici ed è incostante, sicché, appena giunge una tribolazione o una persecuzione a causa della Parola, egli subito viene meno. Quello seminato tra i rovi è colui che ascolta la Parola, ma la preoccupazione del mondo e la seduzione della ricchezza soffocano la Parola ed essa non dà frutto. Quello seminato sul terreno buono è colui che ascolta la Parola e la comprende; questi dà frutto e produce il cento, il sessanta, il trenta per uno».
OMELIA
Le parabole sono racconti inventati ma verosimili.
Per cogliere l’insegnamento della parabola occorre guardarla nel suo insieme, i dettagli sono spesso ornamentali, qualche volta possono essere perfino negativi (fattore infedele).
La parabola ha in duplice scopo:
da un lato chiarire il messaggio invitando alla riflessione
dall’altro nascondere il mistero a chi non ha il cuore ben disposto.
La parabola del seminatore:
Insegnamento: nonostante i molteplici ostacoli e il parziale insuccesso il seme porterà il suo frutto e sarà sovrabbondante.
Particolarità:
- i particolari del suolo dove cade il seme illustrano le difficoltà e gli insuccessi della predicazione di Gesù.
- il terreno buono: le tre fruttuosità controbilanciano i tre insuccessi e la percentuale è eccessivamente ottimista per quel terreno della Palestina ai tempi di Gesù.
- Chi ha orecchi: Gesù invita a ricercare il senso vero nascosto nelle sue parabole.
Seconda parte del brano proposto dalla Liturgia:
Questo brano, difficile, affronta il mistero dell’indurimento del cuore di molti israeliti. I Profeti tante volte hanno rimproverato al popolo di Israele di avere “il cuore indurito”.
“cuore” indica la mente, la volontà, la parte intellettiva e affettiva della persona.
Gesù usa le parabole perché il cuore dei suoi ascoltatori è indurito.
Per i primi cristiani il rifiuto da parte dei giudei del messaggio di Gesù era uno dei misteri più importanti. E’ questo il motivo che ha messo in bocca a Gesù parole così forti e così difficili da comprendere anche per noi.
Terza parte: la spiegazione della parabola.
La spiegazione è fatta per la comunità cristiana. Vengono messi in evidenza i pericoli e le difficoltà che possono incontrare i credenti nel trasformare la parola di Dio in scelte di vita concreta.
Conclusione: il fedele è colui che ascolta, comprende e dà frutto e il frutto è sempre più abbondante di quello che possiamo prevedere dalle nostre capacità.
