PREGHIERA
Dio, fortezza di chi spera in te, ascolta benigno le nostre invocazioni, e poiché nella nostra debolezza nulla possiamo senza il tuo aiuto, soccorri-ci con la tua grazia, perché fedeli ai tuoi comandamenti possiamo piacerti nelle intenzioni e nelle opere.
PRIMA LETTURA
Questo brano è l’introduzione all’alleanza del Sinai.
Il brano si sviluppa in questo modo:
dopo una breve notizia storica, Dio si rivolge a Mosè perché riferisca a tutto il popolo.
Come facevano i re nei confronti di alleati vassalli (cioè conquistati, annessi e resi subalterni) Dio ricorda i benefici operati in favore del popolo (l’immagine “ ho sollevato voi su ali di aquila” indica la straordinarietà dell’evento).
Dopo questo Dio propone la sua alleanza ( sottolineare la proposta): essere la proprietà di Dio.
Questo comporta essere “sacerdoti” ( intermediatori tra Dio e tutti i popoli)
ed essere “santi” ( impegnati a vivere come vuole Dio).
Dal libro dell’Esodo
In quei giorni, gli Israeliti, levate le tende da Refidìm, giunsero al deserto del Sinai, dove si accamparono; Israele si accampò davanti al monte.
Mosè salì verso Dio, e il Signore lo chiamò dal monte, dicendo: «Questo dirai alla casa di Giacobbe e annuncerai agli Israeliti: “Voi stessi avete visto ciò che io ho fatto all’Egitto e come ho sollevato voi su ali di aquile e vi ho fatti venire fino a me. Ora, se darete ascolto alla mia voce e custodirete la mia alleanza, voi sarete per me una proprietà particolare tra tutti i popoli; mia infatti è tutta la terra! Voi sarete per me un regno di sacerdoti e una nazione santa”».
Salmo Responsoriale
Noi siamo suo popolo, gregge che egli guida.
Acclamate il Signore, voi tutti della terra,
servite il Signore nella gioia,
presentatevi a lui con esultanza.
Riconoscete che solo il Signore è Dio:
egli ci ha fatti e noi siamo suoi,
suo popolo e gregge del suo pascolo.
Buono è il Signore,
il suo amore è per sempre,
la sua fedeltà di generazione in generazione.
SECONDA LETTURA
San Paolo ci ricorda la nostra situazione prima di essere salvati da Gesù:
empi, peccatori, nemici di Dio.
Dio ha dimostrato il suo amore per noi rendendo di nuovo giusto il rapporto tra noi e Dio per mezzo della morte di Gesù che è un dono totalmente gratuito ( Redenzione).
Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani
Fratelli, quando eravamo ancora deboli, nel tempo stabilito Cristo mo-rì per gli empi.
Ora, a stento qualcuno è disposto a morire per un giusto; forse qualcuno oserebbe morire per una persona buona. Ma Dio dimostra il suo amore verso di noi nel fatto che, mentre eravamo ancora peccatori, Cri-sto è morto per noi.
A maggior ragione ora, giustificati nel suo sangue, saremo salvati dall’ira per mezzo di lui. Se infatti, quand’eravamo nemici, siamo stati riconciliati con Dio per mezzo della morte del Figlio suo, molto più, ora che siamo riconciliati, saremo salvati mediante la sua vita. Non solo, ma ci gloriamo pure in Dio, per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo, grazie al quale ora abbiamo ricevuto la riconciliazione.
VANGELO
Questo brano è molto importante nel vangelo di Matteo: Gesù dona la sua missione,i suoi poteri, se stesso ai suoi discepoli perché continuino ad espandere la sua opera.
Ciò avverrà in modo universale dopo la Pentecoste.
Dal vangelo secondo Matteo.
In quel tempo, Gesù, vedendo le folle, ne sentì compassione, perché erano stanche e sfinite come pecore che non hanno pastore. Allora disse ai suoi discepoli: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe perché mandi operai nella sua messe!».
Chiamati a sé i suoi dodici discepoli, diede loro potere sugli spiriti impuri per scacciarli e guarire ogni malattia e ogni infermità.
I nomi dei dodici apostoli sono: primo, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello; Giacomo, figlio di Zebedèo, e Giovanni suo fratello; Filippo e Bartolomeo; Tommaso e Matteo il pubblicano; Giacomo, figlio di Alfeo, e Taddeo; Simone il Cananeo e Giuda l’Iscariota, colui che poi lo tradì.
Questi sono i Dodici che Gesù inviò, ordinando loro: «Non andate fra i pagani e non entrate nelle città dei Samaritani; rivolgetevi piuttosto alle pecore perdute della casa d’Israele. Strada facendo, predicate, dicendo che il regno dei cieli è vicino. Guarite gli infermi, risuscitate i morti, purificate i lebbrosi, scacciate i demòni. Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date».
OMELIA
La parola di Dio ci aiuta a sviluppare la coscienza che ognuno di noi è un “CHIAMATO”.
La nostra chiamata è una chiamata SACERDOTALE.
Che cosa vuol dire?
Con il Battesimo siamo investiti della stessa missione, degli stessi poteri di Gesù: siamo sacerdoti, re, e profeti.
Il fedele “sacerdote” che cosa fa?
Non scimiottare i preti!
E’ “intermediario” tra Dio e l’umanità nella realtà in cui vive.
Occorre: essere umanità: maturazione umana – doveri del proprio stato
vivere nell’umanità: non isolarsi – non crearsi un proprio mondo
vivere con l’umanità: sapersi relazionare con tutti: accoglienza, rispetto – saper stare in ogni situazione facile o difficile senza perdere la propria identità (non vuol dire essere delle banderuole)
Atteggiamenti di conpassione
Valorizzazione di se stessi e degli altri con umiltà
Offerta: fare della nostra vita un dono
Cercare sempre ciò che unisce e colmare ciò che divide.
E’ questo il “Regno di Dio”
