Santa Messa prefestiva Sabato 11 Dicembre 2021 alle ore 18 nella chiesa di San Matteo.
Sante Messa festive Domenica 12 Dicembre 2021 alle ore 10,30 nella chiesa di San Matteo, alle ore 11 nella chiesa di San Donato.
PREGHIERA
Guarda, o Padre, il tuo popolo che attende con fede il Natale del Signore, e fa’ che giunga a celebrare con rinnovata esultanza il grande mistero della salvezza.
LITURGIA DELLA PAROLA
PRIMA LETTURA
La prima lettura ci presenta un inno di gioia. I motivi di questa gioia sono due:
il perdono dei peccati
la presenza del Signore in mezzo al suo popolo
questa presenza è sorgente di speranza e di amore e produce la gioia.
Dal libro del profeta Sofonìa
Rallegrati, figlia di Sion,
grida di gioia, Israele,
esulta e acclama con tutto il cuore,
figlia di Gerusalemme!
Il Signore ha revocato la tua condanna, ha disperso il tuo nemico.
Re d’Israele è il Signore in mezzo a te,
tu non temerai più alcuna sventura.
In quel giorno si dirà a Gerusalemme:
«Non temere, Sion, non lasciarti cadere le braccia!
Il Signore, tuo Dio, in mezzo a te è un salvatore potente.
Gioirà per te, ti rinnoverà con il suo amore,
esulterà per te con grida di gioia».
Salmo Responsoriale
Canta ed esulta, perché grande
in mezzo a te è il Santo d’Israele.
Ecco, Dio è la mia salvezza;
io avrò fiducia, non avrò timore,
perché mia forza e mio canto è il Signore;
egli è stato la mia salvezza.
Attingerete acqua con gioia
alle sorgenti della salvezza.
Rendete grazie al Signore e invocate il suo nome,
proclamate fra i popoli le sue opere,
fate ricordare che il suo nome è sublime.
Cantate inni al Signore, perché ha fatto cose eccelse,
le conosca tutta la terra.
Canta ed esulta, tu che abiti in Sion,
perché grande in mezzo a te è il Santo d’Israele.
SECONDA LETTURA
I cristiani di Filippi aspettavano a breve il ritorno del Signore Gesù.
Questa attesa produce un rapporto particolarmente attento verso gli altri e un accettare le vicissitudini della vita con serenità, senza farne tragedie.
La forza per fare questo i cristiani la trovano nella preghiera che produce la pace perché è frutto della consapevolezza della presenza del Signore.
Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Filippesi
Fratelli, siate sempre lieti nel Signore, ve lo ripeto: siate lieti. La vostra amabilità sia nota a tutti. Il Signore è vicino!
Non angustiatevi per nulla, ma in ogni circostanza fate presenti a Dio le vostre richieste con preghiere, suppliche e ringraziamenti.
E la pace di Dio, che supera ogni intelligenza, custodirà i vostri cuori e le vostre menti in Cristo Gesù.
VANGELO
L’evangelista Luca ci riporta il contenuto della predicazione di Giovanni:
convertirsi vuol dire essere generosi, essere onesti e non violenti.
Nella seconda parte del brano Giovanni annuncia la venuta del Messia che porterà il dono dello Spirito.
Dal vangelo secondo Luca
In quel tempo, le folle interrogavano Giovanni, dicendo: «Che cosa dobbiamo fare?». Rispondeva loro: «Chi ha due tuniche, ne dia a chi non ne ha, e chi ha da mangiare, faccia altrettanto».
Vennero anche dei pubblicani a farsi battezzare e gli chiesero: «Maestro, che cosa dobbiamo fare?». Ed egli disse loro: «Non esigete nulla di più di quanto vi è stato fissato».
Lo interrogavano anche alcuni soldati: «E noi, che cosa dobbiamo fare?». Rispose loro: «Non maltrattate e non estorcete niente a nessuno; accontentatevi delle vostre paghe».
Poiché il popolo era in attesa e tutti, riguardo a Giovanni, si domandavano in cuor loro se non fosse lui il Cristo, Giovanni rispose a tutti dicendo: «Io vi battezzo con acqua; ma viene colui che è più forte di me, a cui non sono degno di slegare i lacci dei sandali. Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco. Tiene in mano la pala per pulire la sua aia e per raccogliere il frumento nel suo granaio; ma brucerà la paglia con un fuoco inestinguibile».
Con molte altre esortazioni Giovanni evangelizzava il popolo.
OMELIA
Oggi la liturgia della Parola si sofferma su un avverbio: “VICINO”
Questa parola abbraccia due dimensioni. Quella spaziale e quella temporale.
Riguardo alla dimensione temporale la fede ci fa vivere la storia rendendola presente soprattutto nei sacramenti e nella vita della Chiesa: il Natale è vicino temporalmente, cioè è vicina la nascita di Gesù che è il mistero dell’incarnazione di Dio nella storia e noi viviamo questo mistero attualizzandolo nella seconda dimensione, quella spaziale: Dio è vicino a noi.
In che modo?
Il vecchio catechismo chiedeva: “Dov’è Dio?” e si rispondeva:”Dio è in cielo, in terra e in ogni luogo”. E’ la presenza di Dio reale ma spirituale, trascendente.
Dio è presente in quanto creatore dell’universo e in quanto ci mantiene nell’essere.
Dio è presente nell’uomo Gesù che si è incarnato e fa parte della storia dell’umanità, entra in comunione umana con ognuno di noi.
Dio è presente in ogni persona con lo Spirito di Gesù risorto che ha scelto come sua abitazione il cuore di ognuno di noi.
Entriamo nel nostro cuore e con la preghiera incontreremo Dio e il suo amore.
S. Agostino così esprime questa esperienza interiore:
“Tardi ti amai, bellezza così antica e così nuova, tardi ti amai. Sì, perché tu eri dentro di me e io fuori. Lì ti cercavo. Deforme, mi gettavo sulle belle forme delle tue creature. Eri con me, e non ero con te. Mi tenevano lontano da te le tue creature, inesistenti se non esistessero in te. Mi chiamasti, e il tuo grido sfondò la mia sordità; balenasti, e il tuo splendore dissipò la mia cecità; diffondesti la tua fragranza, e respirai e anelo verso di te, gustai e ho fame e sete; mi toccasti, e arsi di desiderio della tua pace”. (Sant’Agostino, Confessioni 10,27)
